domenica 21 settembre 2008

Hell's Valley

Il vallone dell'inferno, nell'Appennino Reggiano è un luogo di selvaggia bellezza. La valle si raggiunge a piedi in circa 1h e offre diverse possibilità sia in estate che in inverno. Nella stagione fredda certamente si tratta di un ambiente appenninico piuttosto severo. Le compatte formazioni rocciose come il Gendarme e i bellissimi pinnacoli sparsi nella valle attirano da subito il rocciatore, mentre i canaloni e le ripide goulottes sono terreno ideale (e difficile) per scalate su neve e ghiaccio. Fra le altre cose c'è un caratteristico bivacco in posizione stupenda, con alcuni posti letto, una stufa e diverse pale per sgombrare la porta dalla neve che spesso ricopre la struttura. Il posto è ideale per chi cerca la solitudine o l'allegra compagnia, per chi insegue la pace o un precario equilibrio con la natura

La conca del Vallone dell'inferno


Il bivacco Rosario: davvero suggestivo (consigliata la compagnia femminile!)

Dall'alto: la bella parete nord del Gendarme e alcune opere artistiche nella vallata

giovedì 28 agosto 2008

Cordillera Blanca 2008 -atto 2-

Per comodità ho diviso il viaggio in 2 parti. Questo è il secondo atto, dopo i giorni di riposo tra turismo e magnazze che ci siamo concessi a metà percorso.


La piazza del magnifico paese di Chacas ai piedi della Cordillera. Per arrivarci abbiamo dovuto superare, su un furgoncino scassato, un passo a quasi 5000m!


Il rifugio Peru' (4765m) su cui veglia l'elegante mole del Nevado Pisco con la via di salita seguita (5752m)





Nell'ordine: sulla vetta del Nevado Pisco; panorama del gruppo dei 4 Huandoy; montagne all'orizzonte con in primo piano la favolosa piramide dell'Artensoraju (6025m); scendendo dal Nevado Pisco, manovre e ancoraggi a 5700 m


La parete nord del Huascaràn, famosa per la via di R. Casarotto, è una costruzione che va al di là dell'immaginazione.


Ai piedi del Nevado Chacraraju (6142m), certamente la montagna più bella che io abbia mai visto!
Sotto: la Laguna 69, luogo di rara bellezza, le cui acque si formano dai ghiacci del Chacraraju

Nelle foto: tende al campo 1 del Huascaràn (5250m c.ca) con lo sfondo della cima Nord Huascaràn (6662m)
Sotto: Alpinisti del Lambrusco in posa stilistica sotto al panettone


Il mercato di Huaraz ed un piatto tipico della Cordillera: il Cuy!

E per concludere il breve tour, una dedica speciale al nostro amico, fortissimo scalatore e grandissima guida andina, Roberth.



martedì 26 agosto 2008

Cordillera Blanca 2008 -atto 1-


Dal 4 al 24 Agosto siamo stati in Peru', tra montagne e villaggi della Cordillera Blanca. Abbiamo fatto diversi percorsi di trekking, visitato i 3 rifugi dell'OMG e salito 3 cime: il Nevado Urus (5495m), il Nevado Ishinca (5530m) e il Nevado Pisco (5752m). Infine siamo riusciti anche ad infilarci la salita al campo 1 del Huascaràn che con i suoi 6768m è la montagna piu' alta del Peru' e una delle maggiori del SudAmerica. Il tutto in compagnia del nostro amico Roberth, una fortissima guida andina. Siamo tornati da pochi giorni e gia' ci siamo accorti che l'esperienza in Peru' ci ha lasciato tanto. Sia dal punto di vista alpinistico, sia umano. Un delle cose che sicuramente lascia sbalorditi e' vedere questi ragazzi delle Ande sulle montagne, che non corrono in salita, ma volano. Con pochissimi mezzi rispetto a noi "ricchi", ci hanno insegnato cosa significano montagna e alpinismo. Prima di tutto amore per la propria terra. La gente dei villaggi come Marcara', Pashpa, Musho o Chacas, invece ci ha dato la dimostrazione pratica di cosa significhi vivere con poco e lo stesso cercare di essere felici. Noi non sappiamo cosa sia la poverta'. In Peru' ogni uomo o donna sembra essere uscito da un quadro, o da una cartolina. Tutti sorridono e salutano. Nonostante le misere condizioni dei paesi e della gente, non si e' mai visto tanto calore. In ogni luogo la sensazione e' quella di trovarsi a casa, di conoscersi gia' da tempo. Ovunque vi sono segni di una fede incrollabile. Forse non possono insegnarci a costruire case o strade, ma certamente ci insegnano a costruire molto dentro noi stessi.
In poche immagini non si puo' pretendere di descrivere la Cordillera Blanca, la gente e i villaggi. Ma data la quantita' enorme di foto e filmati che abbiamo fatto, e' necessario fare una selezione da pubblicare. Il tentativo e' quello di esprimere il piu' possibile l'emozione che regala il Peru' e le montagne di questo tratto delle Ande. Montagne, che sono talmente belle da lasciare senza fiato.



La casa delle guide a Marcara' e i 9 del Lambrusco protagonisti del trip

Panorami da Marcara' e dalla Cordillera Negra


Il Nevado Urus



Rifugio Ishinca (4350m) e panorama dalla valle Ishinca, con Tocllaraju(6034m) e Pallcaraju(6274m) sullo sfondo


Bivacco Longoni (5000m) e sullo sfondo Ranrapalca(6162m)


La favolosa parete sud-ovest del Ranrapalca alta piu' di 1000m e sotto il "nostro" Nevado Ishinca (5530 m)





Sulla cima del Nevado Ishinca, panorama dalla via di discesa e video della rampa iniziale di discesa dalla cima



Nell'ordine: il nostro mezzo di trasporto attraverso i villaggi della Cordillera con il fidato autista professionista Edwin; esemplari Andini in un rigenerante bagno termale; super abbuffata di Pachamanca in un ottimo locale a Huaràz



Rientro in valle

sabato 12 luglio 2008

Il Dio delle piccole cose



Cosi chiamato l'itinerario salito dal Giampa e Nick sullo spigolo sud del M. Altaretto (1927 m, Gruppo Giovo-Rondinaio).
La via attacca nei pressi di un piccolo chiodo a fessura, all'incirca dove il canale sinistro sfocia nella valle. Si sviluppa complessivamente per 80 m dalla base al pianoro sommitale e mantiene difficolatà costanti su roccia di III grado ad eccezione di un breve diedrino di -IV.
A parte il chiodo alla prima sosta, non sono presenti protezioni fisse sul percorso. Noi abbiamo usato un set di dadi medio-piccoli (le numerose fessure si prestano molto al loro posizionamento) e qualche cordino. Il nome che abbiamo dato all'itinerario ne descrive perfettamente le caratteristiche, molto semplice ma piacevole e divertente, con una visuale fantastica su gran parte delle cime Modenesi e in ambiente piuttosto suggestivo. L'unico possibile pericolo oggettivo è dato da alcuni massi mobili che però si lasciano identificare bene, nel complesso la roccia è abbastanza solida. Abbiamo valutato che durante la stagione invernale le difficoltà della via aumentano considerevolmente a seconda delle condizioni della neve. Aspettiamo che qualcuno ne dia un parere.



Il tracciato della via "Il Dio delle piccole cose" da due prospettive diverse.


L'elegante sagoma dell'Altaretto e un primo piano del frastagliato spigolo sud




Il Giampa e il Nick all'attacco della via




Il secondo tiro, un'arrampicata veramente divertente e rilassante su roccia buona

domenica 1 giugno 2008

My sweet Appennino

L'Appennino è un pò come casa nostra. L'ambiente, il profumo e le sensazioni ci fanno sentire come a casa, una dolce casa. La guida del CAI-TCI pubblicata nel 2003 descrive le montagne Appenniniche come un luogo "in cui si torna sempre con piacere, magari dopo un Lyskamm o un Cervino, a far decantare tra i castagni e i faggi l'ansia repressa". Certamente è la palestra principale e la scuola di tutti gli Alpinisti del Lambrusco, in estate con le sue lunghissime traversate ed escursioni per accumulare dislivello, in inverno con i suoi canaloni e le sue difficili pareti di misto, nelle mezze stagioni per passeggiate romantiche tra le esplosioni di colori infiniti.



La conca del lago Turchino



La favolosa parete est del M. Rondianaio vista dal crinale



Preziosa sfilata: da sinistra Altaretto, Grotta Rosa, M. Giovo. Forse il tratto più spettacolare dell'Appennino Modenese


Il Rifugio Battisti, tra il gruppo del M.Prado e il M.Cusna in un luogo da fiaba



Risalendo al passo Croce Arcana in pieno inverno