lunedì 6 ottobre 2008

DRY TOOLING IN PIETRA



Domenica 5 Ottobre era presente alla pietra di Bismantova il famoso alpinista Mauro Bubu Bole, uno dei fortissimi nell'arrampicata moderna su misto nota col termine "DRY TOOLING"

Che cos'è il "DRY TOOLING"?

Semplificando potremmo dire che la prima volta che un ghiacciatore ha messo una delle sue piccozze o uno dei suoi ramponi a grattare un po' di roccia anzichè conficcarli nel ghiaccio... ha fatto il primordiale gesto di dry tooling, senza saperlo. Si tratta di pareti solo parzialmente ghiacciate che vengono comunque scalate usando piccozze e ramponi. Indispensabile ottima tecnica nell'uso degli attrezzi e assoluta padronanaza dei propri movimenti....






Bubu Bole durante la dimostrazione a Bismantova.

domenica 5 ottobre 2008

LA NOSTRA PIETRA DI BISMANTOVA


" Vero miracolo della natura, la Pietra sbuca dalle verdi colline circostanti, come se qualcuno dall’alto l’avesse lì dimenticata. Per rendere meglio l’idea si può pensare ad un popolo di giganti, tra cui vi è un bambino che un giorno trova un bel sasso, dalla forma particolare e preso dall’euforia lo raccoglie e lo porta con se. Tempo dopo, giocando su un prato qualcosa lo distrae e, appoggiando il prezioso sasso sull’erba, se ne scorda... "

PRIMAVERA IN PIETRA



nel camino Mussini Iotti in una seconda ripetizione degli Alpinisti del Lambrusco










sopra l'impegnativa fessura di "Pugni di burro"




sopra verso il il Diedro dei Bolognesi

AUTUMN IN PIETRA

Certamente la stagione più bella per andare a Bismantova è l'autunno. Gli splendidi colori e la brezza mattutina che col passare delle ore diventa amichevole tepore, sono ottimi compagni del rocciatore (la rima non era voluta). Con uno slancio forse esagerato oserei dire che le sensazioni di un'arrampicata autunnale alla Pietra sono uniche, come unico è il contatto con questa strana roccia, le chiaccherate in sosta e il bicchiere di lambrusco ricordando la via.








Lotta di gravità per il Giampa




Il Pilone Giallo e la parete est


Nel video: gli strapiombini carini lungo i primi due tiri della Via "Nino Marchi" in discesa










domenica 21 settembre 2008

Hell's Valley

Il vallone dell'inferno, nell'Appennino Reggiano è un luogo di selvaggia bellezza. La valle si raggiunge a piedi in circa 1h e offre diverse possibilità sia in estate che in inverno. Nella stagione fredda certamente si tratta di un ambiente appenninico piuttosto severo. Le compatte formazioni rocciose come il Gendarme e i bellissimi pinnacoli sparsi nella valle attirano da subito il rocciatore, mentre i canaloni e le ripide goulottes sono terreno ideale (e difficile) per scalate su neve e ghiaccio. Fra le altre cose c'è un caratteristico bivacco in posizione stupenda, con alcuni posti letto, una stufa e diverse pale per sgombrare la porta dalla neve che spesso ricopre la struttura. Il posto è ideale per chi cerca la solitudine o l'allegra compagnia, per chi insegue la pace o un precario equilibrio con la natura

La conca del Vallone dell'inferno


Il bivacco Rosario: davvero suggestivo (consigliata la compagnia femminile!)

Dall'alto: la bella parete nord del Gendarme e alcune opere artistiche nella vallata

giovedì 28 agosto 2008

Cordillera Blanca 2008 -atto 2-

Per comodità ho diviso il viaggio in 2 parti. Questo è il secondo atto, dopo i giorni di riposo tra turismo e magnazze che ci siamo concessi a metà percorso.


La piazza del magnifico paese di Chacas ai piedi della Cordillera. Per arrivarci abbiamo dovuto superare, su un furgoncino scassato, un passo a quasi 5000m!


Il rifugio Peru' (4765m) su cui veglia l'elegante mole del Nevado Pisco con la via di salita seguita (5752m)





Nell'ordine: sulla vetta del Nevado Pisco; panorama del gruppo dei 4 Huandoy; montagne all'orizzonte con in primo piano la favolosa piramide dell'Artensoraju (6025m); scendendo dal Nevado Pisco, manovre e ancoraggi a 5700 m


La parete nord del Huascaràn, famosa per la via di R. Casarotto, è una costruzione che va al di là dell'immaginazione.


Ai piedi del Nevado Chacraraju (6142m), certamente la montagna più bella che io abbia mai visto!
Sotto: la Laguna 69, luogo di rara bellezza, le cui acque si formano dai ghiacci del Chacraraju

Nelle foto: tende al campo 1 del Huascaràn (5250m c.ca) con lo sfondo della cima Nord Huascaràn (6662m)
Sotto: Alpinisti del Lambrusco in posa stilistica sotto al panettone


Il mercato di Huaraz ed un piatto tipico della Cordillera: il Cuy!

E per concludere il breve tour, una dedica speciale al nostro amico, fortissimo scalatore e grandissima guida andina, Roberth.



martedì 26 agosto 2008

Cordillera Blanca 2008 -atto 1-


Dal 4 al 24 Agosto siamo stati in Peru', tra montagne e villaggi della Cordillera Blanca. Abbiamo fatto diversi percorsi di trekking, visitato i 3 rifugi dell'OMG e salito 3 cime: il Nevado Urus (5495m), il Nevado Ishinca (5530m) e il Nevado Pisco (5752m). Infine siamo riusciti anche ad infilarci la salita al campo 1 del Huascaràn che con i suoi 6768m è la montagna piu' alta del Peru' e una delle maggiori del SudAmerica. Il tutto in compagnia del nostro amico Roberth, una fortissima guida andina. Siamo tornati da pochi giorni e gia' ci siamo accorti che l'esperienza in Peru' ci ha lasciato tanto. Sia dal punto di vista alpinistico, sia umano. Un delle cose che sicuramente lascia sbalorditi e' vedere questi ragazzi delle Ande sulle montagne, che non corrono in salita, ma volano. Con pochissimi mezzi rispetto a noi "ricchi", ci hanno insegnato cosa significano montagna e alpinismo. Prima di tutto amore per la propria terra. La gente dei villaggi come Marcara', Pashpa, Musho o Chacas, invece ci ha dato la dimostrazione pratica di cosa significhi vivere con poco e lo stesso cercare di essere felici. Noi non sappiamo cosa sia la poverta'. In Peru' ogni uomo o donna sembra essere uscito da un quadro, o da una cartolina. Tutti sorridono e salutano. Nonostante le misere condizioni dei paesi e della gente, non si e' mai visto tanto calore. In ogni luogo la sensazione e' quella di trovarsi a casa, di conoscersi gia' da tempo. Ovunque vi sono segni di una fede incrollabile. Forse non possono insegnarci a costruire case o strade, ma certamente ci insegnano a costruire molto dentro noi stessi.
In poche immagini non si puo' pretendere di descrivere la Cordillera Blanca, la gente e i villaggi. Ma data la quantita' enorme di foto e filmati che abbiamo fatto, e' necessario fare una selezione da pubblicare. Il tentativo e' quello di esprimere il piu' possibile l'emozione che regala il Peru' e le montagne di questo tratto delle Ande. Montagne, che sono talmente belle da lasciare senza fiato.



La casa delle guide a Marcara' e i 9 del Lambrusco protagonisti del trip

Panorami da Marcara' e dalla Cordillera Negra


Il Nevado Urus



Rifugio Ishinca (4350m) e panorama dalla valle Ishinca, con Tocllaraju(6034m) e Pallcaraju(6274m) sullo sfondo


Bivacco Longoni (5000m) e sullo sfondo Ranrapalca(6162m)


La favolosa parete sud-ovest del Ranrapalca alta piu' di 1000m e sotto il "nostro" Nevado Ishinca (5530 m)





Sulla cima del Nevado Ishinca, panorama dalla via di discesa e video della rampa iniziale di discesa dalla cima



Nell'ordine: il nostro mezzo di trasporto attraverso i villaggi della Cordillera con il fidato autista professionista Edwin; esemplari Andini in un rigenerante bagno termale; super abbuffata di Pachamanca in un ottimo locale a Huaràz



Rientro in valle