venerdì 21 ottobre 2016

Non Solo Pane - Monte Casale

(Da inbilico.com)

"La qualità della roccia, l'ottima chiodatura e la particolare eleganza dell'arrampicata, sempre in placca, fanno di questa via, una delle salite più belle dell'intera valle".
Così Filippi descrive questo capolavoro firmato Boldrin-Damian.
Nient'altro da aggiungere, via splendida in ottima compagnia.
Occhio solo ad alcune valutazioni sui gradi.. qualche tiro secondo noi è più duro che sulla carta!

Uno sguardo all'insù



Il tetto di A2

In uscita dal tetto.. Libera + A0 per AbNorme!



Il secondo tetto, da evitare sulla DX

Ancora placche





Esposizione assoluta

Placche a buchi commoventi



Summit!




Via Costantini Ghedina_ Secondo Pilastro Tofana di Rozes


24 settembre, ormai sono gli ultimi weekend buoni per scalare in Dolomiti, e ne vogliamo approfittare per una lunga via su bellissima dolomia.
Le difficoltà non sono alte ma la soddisfazione non manca!
Bellissima via in un ambiente unico.

(Relazione Sass Baloss)

Il Secondo Spigolo

Il Re











Primi tiri

In traverso

Strane atmosfere





Il tetti avvolti nelle nebbie

Il traverso centrale





Il canale finale

La Tofana di Mezzo

sabato 8 ottobre 2016

Pietra di Bismantova - Le Ragazze di Osaka


Dalla guida di Versante Sud, l'itinerario 30

Persino in un luogo addomesticato e conosciuto come la Pietra di Bismantova, è possibile trovare itinerari abbandonati e ricchi d'avventura.
Partiamo in 2, in una uggiosa atmosfera autunnale. Abbiamo scelto il giorno giusto; le falesie sono deserte e non rischiamo di colpire nessuno con scaglie e sassi.
Dopo un facile tiro di riscaldamento, comincia il bello: una delicata lama strapiombante che porta sotto a una fascia di tetti, da superare con un'arrampicata delicata, data la roccia non ottima e le numerosissime scaglie di arenaria attaccate quà e là.
Essendoci portati pochi rinvii, sostiamo sotto l'ultimo tetto giallo, in piena esposizione.
Si riparte con un delicato traverso verso destra, a moschettonare un vecchio chiodo sul bordo del tetto. Subito dopo aver protetto la sosta, un blocco all'apparenza solido mi si stacca dalle mani, e mi ritrovo penzolante sotto al tettino giallo.
"Bene, son riuscito a fare il primo volo su un chiodo!".
Il tiro si dimostra subito impegnativo, e tra staffe, passi in libera e roccia dubbia raggiungo la sosta.
Mi raggiunge Albi in libera alla nostra terza sosta.
Dalle ultime informazioni che abbiamo avuto, lasciamo perdere il pendolo e traversiamo verso sinistra, con un primo passo in discesa.
Eccoci sotto alla colata nera. Parte Albi sulla parte in A1: tra i primi chiodi c'è un abisso, impossibile arrivarci da staffa a staffa. Chissà, sarà venuto via un chiodo a pressione?
Con un difficile e aleatorio passo in libera riesce a passare e in breve sparisce a sinistra del tettino nero, su solida roccia a mattonelle.
Un tiro veramente bellissimo!
Con l'ultima rampa erbosa raggiungiamo facilmente la cima, già pregustando la birra al rifugio.


Relazione: 

L1; Salire la fessura obliqua verso SX fino a sbucare su una facile placca appoggiata. Oltre la sosta "ufficiale" del monotiro, è presente una seconda sosta sulla sx a qualche metro di distanza, consigliata per l'eventuale (e sicura) caduta di scaglie o sassi. 5C, fittoni

L2: Salire in placca fino a raggiungere una fessurina, poi spostarsi verso SX fino a raggiungere la lama. Risalirla fino sotto a un tettino, dove noi abbiamo sostato su vecchio spit, nut incastrato e friend. VI, VII (Nel tiro presenti resinati, chiodi a pressione, chiodi a lama, vecchi spit da 8mm). Tiro non banale per la qualità della roccia.

L3; Traversare il tetto verso DX e seguire il diedrino svasato fin sopra alla sosta su fix. VIII o A1 (Chiodi a fessura, vecchi spit da 8mm). Roccia non buona

- E' consigliabile unire L2 a L3. Noi abbiamo diviso il tiro perchè non avevamo abbastanza rinvii (necessari circa 20 rinvii)

L4; Due possibilità; 
1- Raggiungere in A1 il tetto e si traversare con una pendolata verso SX fino alla sosta posta sotto a una colata nera,
2- Dalla sosta abbassarci circa 1 metro (visibile nuovo spit con cordone marcio) e traversare a SX in piena esposizione fino a raggiungere la sosta. VI+ (2 fix sul tiro)

L5; Con l'aiuto delle staffe, alzarsi sulla colata nera sopra alla sosta. Per raggiungere il secondo chiodo a pressione è necessario fare un difficile passo in libera (VII ??). Superato il tettino, spostarsi leggermente sulla SX e risalire la bellissima placca a nera su grosse prese fino a una fessurina che consente di guadagnare la sosta su fix. A1, VII, A1, VI+ (presenti chiodi a pressione e chiodi a fessura)

L6: Seguire la facile rampa erbosa fino alla sommità. Sosta su albero. II


Il secondo tiro

 Albi in azione

Noi abbiamo sostato sotto il tettino giallo, su vecchio spit, nut incastrato e friend

 Verticalità

Sul nostro terzo tiro (7a circa in libera o A1)

 Quasi in sosta

 Il traverso del quarto tiro



Per raggiungere il secondo chiodo a pressione della colata nera è necessario fare un difficile passo in libera, su piedi dubbi e micro appigli

sabato 17 settembre 2016

Via Vinatzer/Peristi - Terza Torre del Sella


Con tanta voglia di arrampicare ma meteo incerto abbiamo imparato che, se sei Emiliano, il Sella è il gruppo adatto da raggiungere. Nonostante le macchine, le moto, le strade e i torpedoni, l'attrazione per le pareti del gruppo è per noi accecante, una lampadina per insetti: con la roccia in mano le orecchie si chiudono e gli occhi guardano dove vogliono vedere: Marmolada, Gran Vernel, le Odle, il Sassolungo, il Catinaccio. Così ci buttiamo sulla Vinatzer alla terza Torre. Una via molto bella e divertente, logica e diritta, spesso verticale e mai noiosa, nemmeno in discesa. 
La via, divisa in due da un cengione circolare da percorrere in discesa, presenta un solo tiro impegnativo, parzialmente di V+, ben protetto e proteggibile, volendo azzerabile.
Un boccone gustoso e digeribile, se non fosse stato per una cordata di merenderos proprio collocata davanti a noi dal loro angelo custode. Infatti, avendoli superati nella parte finale della via (loro si sono spostati su dei gialloni galleggianti a due tiri dalla fine, noi abbiamo seguito la relazione dei Sass e ci siamo buttati verso destra, poi puntando ad una fessura camino molto divertente), ci siamo sentiti pregare di aspettarli per poterli accompagnare giù. Non solo abbiamo rallentato la nostra salita di almeno un paio d'ore: la discesa è stata anche peggio! 
Nessuna esperienza di corde doppie, di ricerca degli ancoraggi, di ricerca della via di discesa.
Quando siamo giunti alla base della parete (ore 20.00, quindi al tramonto), abbiamo tirato un sospiro di sollievo, consapevoli di aver "guidato" (for free) i nostri "clienti" verso la macchina, salvandoli da un umiliante soccorso in parete (se non di peggio, mamma mia...)

Cosa pensare di queste cordate di temerari (e un po' arroganti) sedicenti pseudo-alpinisti che rischiano e fanno rischiare? Che potrebbero partire con più umiltà, la prossima volta, accompagnandosi a qualcuno di esperto che possa loro insegnare le tecniche base e le attenzioni basilari. O, più semplicemente, come insegna il nostro Presidente, che potrebbero andare a f**a e lasciare stare le sacre e pericolose montagne a chi se le è guadagnate (non andando dove già detto).



Il Sassolungo e i suoi satelliti



Le Torri del Sella


La Messner!


Edo freme...







Una birra potevate offrircela, o no?!?!