domenica 12 gennaio 2014

Luna Park appenninico: via della Roccia Rossa al Monte Giovo




Questo strano gennaio caldo e piovoso ci ragala inaspettatamente un paio di giornate con ottime condizioni sulle pareti appenniniche. E' il Tex a riferirci del buon rigelo della neve sui versanti del Lago Santo. Anche se la sua vera specialità è stappar bottiglie di Lambrusco gli diamo retta e non ce ne pentiremo...
Primo obiettivo è esplorare il versante nord est del Giovo, ovvero quel tratto di parete racchiuso tra la Diretta alla croce e lo Sperone della Borra dei Porci: è la via della Roccia Rossa. Il nome deriva dall'inconfondibile macchia rossa, visibile a grande distanza, che decora il versante in cui si snoda il percorso. La via si sviluppa in parete aperta e, anche se il tracciato originale ha una linea definita, le ripetizioni si prestano a numerose varianti: noi ne sperimentiamo due.
Ai primi bagliori c'è chi in solitaria già spiccozza magnificamente a suo agio in piena parete. Per il gruppo che segue osservare questi familiari movimenti sotto il chiarore radente dell'alba è uno spettacolo. E' l'inconfondibile sagoma di Barba che saggiamente ci anticipa di un'ora; dal basso  contempliamo il suo arrivo in vetta e a capofitto ci lanciamo al suo inseguimento. Le condizioni della neve sono perfette, ma ben presto i primi raggi di sole rammolliscono il terreno di gioco. Alla base della parete avviene il ricongiungimento, che però dura ben poco poichè al suo esordio su neve Simone è costretto a pagare dazio con tremendi dolori di vesciche ai piedi che lo costringono a rinunciare. Saliamo una seconda variante passando a destra della roccia rossa e superiamo un ripido salto roccioso coperto da un'esilie striscia di ghiaccio scollato. Si prosegue per pendii e tratti più ripidi sino a sbucare in cresta.
E' presto e la giornata si mantiene ottima, ridiscesi per i soliti canali Alp99 risaliamo in cresta per il canale Sinistro oggi in condizioni più che buone! Ancora giù per il canale Alp99 sino al Rif. Vittoria dove il Lambrusco, sotto il Forcing del suo vero padrone, prende il sopravvento su tutto...

Sopra: il tracciato della via della Roccia Rossa;
in rosso il tracciato originario, in blu le due varianti da noi percorse.
difficoltà D pendenza 60°, un tratto di misto a 80°.

Primi bagliori ala base della prima facia rocciosa (un passaggio aggirato per il ghiaccio troppo esile)

L'inconfondibile roccia rossa che dà il nome alla Via sulla seconda fascia rocciosa.




scorci di salità sulla prima variante



sguardo indietro

giù per il canale Alp99


Dal basso osserviamo...

...e poi rincorriamo.
Uno sguardo al ripido "couloir Fantasma del Lago" (a sinistra).

Ricongiungimento, si riparte per la 2° variante


sul primo salto

in uscita
Nick ringhia...
...Barba morde

sul secondo salto


Sublime terreno di gioco!

quasi in cresta


in cresta


la porzione di parete salita


 Zoom sui tracciati: 
Rosso: via originale;  BLU: varianti da noi salite.

 Nick sui risalti finali del canale Sinistro.

 Il canale Sinistro fotografato dall'uscita.

 ultime piccozzate


giovedì 2 gennaio 2014

Valnontey e Valleille: le perle glaciali del Gran Paradiso


Cogne è una stupenda località ai piedi del Gran Paradiso. E' meno conosciuta e frequentata rispetto alla vicina Valsavarenche, classica via di accesso per le mete estive al famoso 4000. La valle di Cogne culmina in due fredde valli secondarie che sprigionano tutto il loro fascino nella stagione invernale, quando le rigogliose cascate d'acqua si solidificano in sculture di ghiaccio: si tratta della Valnontey e della Valleille.
Decidiamo di spendere due giorni per visitare questi luoghi. L'arrivo in serata a Valnontey è sotto una fitta nevicata, qui il manto di neve supera il metro.  Improvvisiamo una cena sotto al porticato di una baita non abitata e ci preparaimo per la notte chi in tenda chi in auto. Il primo giorno è dedicato alla Valnontey, risaliamo la vallata in ciaspole e mentre tutte le altre cordate di ghiacciatori sono dirette sulla cascata "Patri" noi proseguiamo puntando alla cascata "Flash estivo". L'avvicinamento è lungo, faticoso e da  tracciare... dietrofront!... e ripieghiamo anche noi su "Patri". Saliamo i primi due tiri ed una volta giunti nell'anfiteatro sotto ai bei candeloni del salto finale, l'ora tarda e la gente in fila ci fanno desistere dal proseguire. La serata che ci aspetta è da ricordare: ceniamo con zampone e pasta al pesto con 15° gradi sotto zero, il lambrusco gela nel bicchiere, la nottata è proprio quella che cercavamo per testare i nuovi sacchi a pelo... che scopriremo funzionano perfettamente. La mattina l'avviso di pericolo gelo dell'auto con -17° pare una beffa.... i più sfortunati passeranno la giornata ad Aosta in autofficina a sghiacciare il gasolio nel motore, i più fortunati salgono le classiche Cascate di Lillaz, all'ingresso della Valleille. Si tratta di una sorta di Canyon con diversi salti glaciali, l'avvicinamento breve e le diverse possibilità di salita ne fanno una meta molto frequentata, bella e divertente.

Ll'arrivo fiabesco a Valnontey sotto una fitta nevicata
 
 si cena!

 Al primo risveglio vediamo meglio la location della tenda

 in cammino in Valnontey


 scorci lungo la via
 il Ghiacciaio della Tribolazione

 salendo verso l'attacco di "Patri"
 il primo salto
 il secondo


 i caratteristici candeloni finali

 la piramide dell'Herbetet

 Zampone a 15 gradi sotto zero

al mattino l'avviso di gelo preannuncia la beffa...


 
 All'interno delle gole delle cascate di Lillaz

  
 il candelone iniziale

 sul secondo salto...

barba sul terzo salto...


 Giampa e Nonno in azione,..

i terrazzamenti che separano i salti di ghiaccio della cascate di Lillaz





Il gruppo dei fortunati,...ed ora tutti in officina!!!