venerdì 27 settembre 2013

PROPOSTE ESCURSIONISTICHE ATTORNO AL M. BIANCO - parte 2

Avevamo già parlato delle belle "passeggiate" che offre il versante italiano del Monte Bianco lungo la Val Veny e la Val Ferret: 

Aggiungiamo qualche escursione che abbiamo percorso questa estate, senza aver la pretesa di esaurire le infinite possibilità che questi versanti propongono...

Innanzi tutto consigliamo vivamente i campeggi che queste due vallate offrono ed in particolare:
VAL FERRET: camping Grand Jorasses, situato proprio sotto le Grand Jorasses in direzione del Rif. Boccalatte, in alcune zone si ha un bel panorama anche sulla cresta di Peuterey. E' piccolo, abbastanza ombreggiato da un magnifico bosco di larici ed è ben gestito;
VAL VENY: camping La Sorgente (o camping Monte Bianco), situato proprio sotto l'Aiguille Noire, con bel panorama sulle Jorasses. il Camping la Sorgente è' più spazioso e più capiente del Grand Jorasses, ha un mini market ben rifornito ed è ottimamente gestito.
Sono entrambi ottimi campeggi, abbastanza freschi la sera e di primo mattino (anche in piena estate si può scendere sotto zero).

all'ingresso del Camping Grand Jorasses

Il Camping La sorgente in Località Peuterey



RIFUGIO MONZINO


E' il rifugio per eccellenza delle Guide Alpine di Courmayeur e funge da base di appoggio alle impegnative vie della sud del Bianco. Denso di storia, sul suo terrazzo aleggia un'atmosfera particolare che coinvolge chiunque si sieda al tavolo anche solo per bere una birra. Per la salita al rifugio sono necessarie 2,5/3 ore, e sono presenti diversi tratti di via ferrata forse esageratamente attrezzati. La salita è dominata dalla mole incombente dell'Aiguille Noire e dalle cascate d'acqua del ghiacciaio del Freney. Solo all'ultimo, guadagnato il dosso finale su cui sorge il rifugio, spunta il bellissimo ghiacciaio del Brouillard. L'escursionista una volta al Monzino non ha nessuna alternativa di traversate, anelli o cime panoramiche, se non quella di scendere per la via di salita, ma l'ambiente di alta montagna di incomparabile bellezza che può osservare lo farà di certo tardare in questa scelta obbligata.

il ripiano su cui sorge il rifugio
Il Monzino

il miage
 

scorci lungo la via di salita

 La Noire

 Il Ghiacciaio del Brouillard

da qui si apre un mondo...

  Il terrazzo del Monzino

RIFUGIO DELLA NOIRE


Meglio conosciuto come Rifugio Borelli-Pivano, si tratta in realtà di un bellissimo bivacco in legno gestito saltuariamente da volontari di solito nel solo mese di Agosto. Sempre aperto serve come base di appoggio alla salita della Aiguille Noire, ed è proprio da questo nido d'aquila che parte la famosa traversata integrale di Peuterey! La salita al rifugio, poco frequentata, è una vera e propria via ferrata, attrezzata con catene, ed il percorso risulta più alpinistico e più difficile rispetto alla ferrata del Monzino. Si supera un ripido salto roccioso proprio sopra il camping la Sorgente e si penetra nella conca del Combalet di fronte alla cresta sud della Noire. Il percorso è tutto a sud senza la minima presenza di alberi.


 Il Nido d'aquila




a picco sul camping la Sorgente

BIVACCO GIUSTO GERVASUTTI


E' un bivacco di ultima generazione, realizzato in sostituzione del precedente e posto in Val Ferret sul ghiacciaio del Frebouge, al cospetto della parete est delle Grand Jorasses. Molto discussa, la sua architettura segue in realtà i tempi ed i modi di vivere della società di oggi. Al suo interno vi è persino un PC con connessione wi-fi perfettamente funzionante. La sua posizione privilegiata, stupisce tanto l'escursionista tanto l'alpinista che vi prenotta per ripetere una delle temerarie vie alla est delle Grand Jorasses. Da qui è possibile intrapendere anche la via di cresta delle Hirondelles o la più semplice via Normale all'Aiguille de Leschaux. La salita al bivacco ha carattere alpinistico (F/PD a seconda delle condizioni) nel tratto finale. il sentiero è spesso assente e la direzione è data da alcuni sbiaditi bolli gialli. Anche se a soli 2835 m, ci si trova in un bellissimo ambiente di alta montagna circondati da ghiacciai. Il guado del torrente del Frebouge può risultare difficoltoso, soprattutto al ritorno quando il sole aumenta la fusione del ghiacciaio.

 
Location 

la mira è sul sul Vallone di Malatra

sospesi sul Frebouge

l'ingresso 

 
 lo studio

il salotto

la cucina

la camera da letto


RIFUGIO BONATTI


E' una bella costruzione di legno e pietra situata nel cuore della val Ferret ed è un bel balcone panoramico sul versante sud delle Grand Jorasses, in particolare sul bacino glaciale del Frebouge dove si trova il nuovo Bivacco Gervasutti. Data la brevità e comodità di accesso (1 ora a piedi) è spesso un posto affollato, chiassoso e rumoroso in completa contraddizione col nome che porta. Basta però allontanarsi per un breve tratto ed inoltrarsi nel vallone di Malatrà per immergersi in un mondo opposto silenzioso ed incontaminato...


il rifugio Bonatti

il bacino del Frebouge sempre in bellavista

BELVEDERE DELLA BRENVA


E' un sentiero balcone che dal primo troncone delle Funivie del Monte Bianco (Pavillon) porta in prossimità della fronte del ghiacciaio della Brenva. Il percorso presenta tratti attrezzati abbastanza semplici e con passo sicuro si possono anche percorrere senza attrezzatura da ferrata. E' la classica gita da mezza giornata, molto bella per la visione ravvicinata di tutto il bacino della Brenva. 

il belvedere...

 ...sulla Brenva

 
....sul Pilone Centrale

 ...e sulla Noire

 
nel giardino del Pavillon

cantiere d'alta quota, in arrivo le nuove Funivie del M. Bianco


mercoledì 28 agosto 2013

Relax dolomitico: spigolo Steger e diedro Kostner alle Torri del Sella

Se la geografia può essere considerata come la storia della Natura, bisognerebbe interpellare uno psichiatra per capire come e quando e perché in uno spazio così ridotto come il Nord Italia hanno potuto svilupparsi così diversamente le Alpi Occidentali e quelle Orientali. Forse è stato per indagare meglio su questo affascinante mistero che una cordata di Lambruscari ha deciso di spendere tempo ed energie nel Gruppo del Sella, Val di Fassa, Dolomiti.
In una zona molto frequentata, dove la presenza umana si manifesta, soprattutto in agosto, sotto il multiforme ronzio di motori, di biciclette, di scarponi e di scarpette, abbiamo deciso di unire in un unico e logico itinerario la Prima e la Seconda Torre del Sella. Di buon mattino abbiamo attaccato, per primi, lo spigolo sud-ovest o Steger alla Prima Torre: sei tiri da proteggere, con difficoltà mai superiori al IV+. Roccia eccellente, percorso a tratti esposto, molto vario ed interessante, in parte a cavallo dello spigolo. Arrivati in cima insieme ad altre tante cordate, siamo ridiscesi e abbiamo attaccato la successiva altura per il Diedro Kostner, un evidente angolo retto di roccia perfetta, da accarezzare. Cinque tiri, stesse difficoltà, da proteggere quasi ovunque. Un'arrampicata perfetta in un ambiente suggestivo. Soddisfattissimi, nel scendere dalla normale abbiamo avuto l'onore di conoscere due giovani arrampicatori trentini, con i quali abbiamo concluso la giornata davanti ad una buona birra e a una torta ai pinoli. Che relax, queste Dolomiti!


 
 Lo spigolo Steger alla Prima Torre

 Il diedro Kostner alla Seconda Torre

 Il Sassolungo ci osserva...
 
Nick sullo spigolo

Pietro

venerdì 16 agosto 2013

Sulle Guglie della Corona Imperiale: Zinalrothorn per la Rothorngrat e tentativo all'Obergabelhorn

Sarà capitato a molti di osservare dalle cime del Monte Rosa, là oltre il Cervino, profili aguzzi di roccia e ghiaccio che completano magnificamente il panorama verso nord: si tratta della "Corona Imperiale" una successione di cime di oltre 4000 m che compongono un anfiteatro glaciale tra la Mattertal la Val d'Anniviers e la Val D'Herens. Su queste vallate ancora ben conservate si schiudono gli scenari alpini più belli, nel loro genere, che si possano ammirare. Qui, con del tempo a disposizione, le combinazioni di traversate ed ascensioni sono tante, belle e mai banali.
Noi parcheggiamo a Zinal, ultimo avamposto della Val D'Anniviers e saliamo alla Cabane du Mountet, lungo un bel sentiero che apre ai suoi orizzonti un susseguirsi di cime entusiasmante. Una volta al rifugio è un pò come giungere in paradiso. Qui il circondario è davvero unico: Gran Cornier, Dent Blanche, Corno di Zinal, Obergabelhorn, Zinalrothorn e Monte Besso. Assurdo come in posto come questo ci siano una manciata di escursionisti e poco più, noi siamo gli unici italiani. Il nostro programma prevede la traversata dello Zinalrothorn con salita dalla cresta sud-ovest (la Rothorngrat) e discesa per la sud-est sino al rifugio Rothornhutte. Da qui l'idea è poi quella di traversare l'Obergabelhorn dalla Wellenkuppe sino all'Arbenbivak e quindi rientrare a Zermatt. Inizialmente non ci poniamo il problema del ritorno a Zinal, per ora lo consideriamo secondario.
Domenica 11 agosto la giornata è tersa, risaliamo il bordo della morena e con ampio semicerchio attraversiamo il ghiacciaio del Mountet sino ad imboccare un ripido canale nevoso che ci porta in prossimità del colle dell'Ober Rothornjock. Qui parte la vera e propria Rothorngrat (cresta sud-ovest), una successione di gendarmi e lame di ottimo granito rosso e rugoso che tagliano il cielo sino alla croce di vetta. La scalata è bellissima, sempre molto sostenuta e per niente attrezzata. La neve caduta due giorni prima, e che ci preoccupava vista dal basso, qui è già sparita e la cresta si presenta asciutta ed in ottime condizioni. Si superano diversi gendarmi con passaggi aerei, qui sulle creste dello Zinalrothorn ci si sente come un'aquila che sorvola le montagne. La risalita delle Binerplatte è l'ultimo ostacolo prima della croce di vetta. Ci caliamo con qualche doppia all'intaglio da cui si dirama la via normale sul versante sud est ed iniziamo  ad abbassarci di quota su terreno infido con neve pessima rammollita dal sole che ci obbliga a diverse calate. Con percorso un pò tortuoso e non così evidente arriviamo alla Rothornhutte giusto in tempo per la cena.
Lunedi 12 agosto è giornata di riposo; in mattinata assistiamo a due recuperi con vericello ed il traffico aereo è intenso. Nota positiva per la gestione del piccolo Rif. Rothornhutte, con ottimo cibo e porzioni abbondanti, un pò indecoroso il wc. Recuperate pienamente le forze martedi 13 agosto risaliamo di buon passo la spalla della Wellenkuppe e da qui iniziamo a risalire le roccette instabili per guadagnare la cresta vera e propria dell' Obergabelhorn. Il meteo prometteva bello, e così sarà, ma alle 6.00 tutte le cime circostanti sono avvolte da nubi e la visibilità è scarsa. Percorrere la cresta con queste condizioni non ci garba, indugiamo... poi, molto prudentemente, decidiamo di scendere. Tempo di arrivare al rifugio ed il cielo si apre e ne esce una giornata superlativa. Pazienza, "questa è la vita" ci rincuora sorridendo una guida di Zermatt anche lui ridisceso.
Giunti a Zermatt si pone il problema di tornare a recuperare la macchina a Zinal. Tralasciamo i costi esorbitanti, partiti alle 13.30 da Zermatt siamo di nuovo a casa dopo 11 ore. Comunque sia ottima trasferta, in ottima compagnia, su ottime montagne... ed un arrivederci alla prossima guglia....

l'Obergabelhorn è stato poi salito dagli Alpinistdellambrusco nell'Agosto 2015 


Serata mangereccia in camping a Zinal

Zinal e la Val D'Anniviers
salendo alla Cabane fa capolino la Dent Blanche

la Cabane du Mountet
Zinalrothorn, a destra la Rothorngrat

il versante Nord dell'Obergabelhorn, in rosso la via Normale per la Wellenkuppe, in verde la Arbengrat

Dent Blanche

Giretto pomeridiano di perlustrazione: evidenziato il canalino di accesso alla Rothorngrat.


L'arrivo in cresta ci apre uno spettacolo sul gruppo del Rosa


sui primi gendarmi della Rothorngrat



si sale

magnifico granito rosso rugoso...
vai Gio!!
guardando indietro il profilo affilato della Rothorngrat

ultimi passaggi sulla Binerplatte


La bellissima Rothorngrat e il panorama che offre la salita


manca poco alla vetta dello Zinalrothorn


panorama di vetta




La delicata discesa: a sinistra la normale, a destra la Rothorngrat


Weisshorn

il profilo del Corno Rosso di Zinal (Zinalrothorn)



 
La lunga discesa su neve ormai molla

il Cervino qui è una presenza costante

alla Rothornhutte

il tracciato di salita all'Obergabelhorn con il punto in cui ci siamo fermati

Verso l'Obergabelhorn: le rocce che precedono la Wellenkuppe

 Indecisione tra nuvoloni scuri...

 ...infine giù in doppia


lo splendido sentiero che porta a Zermatt