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sabato 3 novembre 2012

Ritratti: Barba Trotter


Una leggenda vivente che sta portando ai vertici l'alpinismo nostrano. Non si può dire di conoscere veramente il Barba Trotter se non si è condivisa assieme qualche giornata in Appennino. O in Pietra, appesi   all'edera di qualche linea estremamente avventurosa. Di animo spiccatamente pacato, il Trotter possiede un’incommensurabile passione per la montagna e gli angoli selvaggi delle pieghe terrestri, ed è il più grande alpinista esploratore di casa nostra. I suoi modi poco organizzati trovano un elegante riallineamento nella scalata di impegnative pareti di ghiaccio e roccia, ma anche in arcaici vagabondaggi sui più svariati sentieri. Con un approccio romantico davvero di altri tempi, che lo conduce spesso tra abeti e faggi anche a notte fonda, quando gli alberi rivelano reconditi segreti ai rari viandanti. Non ama in generale nessun tipo di calzatura, lasciando sovente i piedi esposti all'aria fresca, anche nei luoghi più improbabili. In Appennino ha qualcuno che veglia su di lui, e che lo ha protetto facendolo uscire miracolosamente illeso da un lunghissimo volo al termine di un canale di ghiaccio. Rimirando la parete nessuno è ancora riuscito a spiegarsi quale soffio lo abbia condotto così docilmente a valle. Nemmeno i grossi spaventi però sono riusciti a fermarlo, e qualche settimana dopo era già appeso a sublimi precipizi nelle remote Alpi del Lyngen, piccolo lembo prominente nel Grande Nord, luogo di cui il Trotter è follemente innamorato. Un appenninista Lappone insomma, un uomo del popolo Sami che produce deliziose coppe e salami genuini mantenendo viva la gloriosa tradizione di casa.