venerdì 16 agosto 2013

Sulle Guglie della Corona Imperiale: Zinalrothorn per la Rothorngrat e tentativo all'Obergabelhorn

Sarà capitato a molti di osservare dalle cime del Monte Rosa, là oltre il Cervino, profili aguzzi di roccia e ghiaccio che completano magnificamente il panorama verso nord: si tratta della "Corona Imperiale" una successione di cime di oltre 4000 m che compongono un anfiteatro glaciale tra la Mattertal la Val d'Anniviers e la Val D'Herens. Su queste vallate ancora ben conservate si schiudono gli scenari alpini più belli, nel loro genere, che si possano ammirare. Qui, con del tempo a disposizione, le combinazioni di traversate ed ascensioni sono tante, belle e mai banali.
Noi parcheggiamo a Zinal, ultimo avamposto della Val D'Anniviers e saliamo alla Cabane du Mountet, lungo un bel sentiero che apre ai suoi orizzonti un susseguirsi di cime entusiasmante. Una volta al rifugio è un pò come giungere in paradiso. Qui il circondario è davvero unico: Gran Cornier, Dent Blanche, Corno di Zinal, Obergabelhorn, Zinalrothorn e Monte Besso. Assurdo come in posto come questo ci siano una manciata di escursionisti e poco più, noi siamo gli unici italiani. Il nostro programma prevede la traversata dello Zinalrothorn con salita dalla cresta sud-ovest (la Rothorngrat) e discesa per la sud-est sino al rifugio Rothornhutte. Da qui l'idea è poi quella di traversare l'Obergabelhorn dalla Wellenkuppe sino all'Arbenbivak e quindi rientrare a Zermatt. Inizialmente non ci poniamo il problema del ritorno a Zinal, per ora lo consideriamo secondario.
Domenica 11 agosto la giornata è tersa, risaliamo il bordo della morena e con ampio semicerchio attraversiamo il ghiacciaio del Mountet sino ad imboccare un ripido canale nevoso che ci porta in prossimità del colle dell'Ober Rothornjock. Qui parte la vera e propria Rothorngrat (cresta sud-ovest), una successione di gendarmi e lame di ottimo granito rosso e rugoso che tagliano il cielo sino alla croce di vetta. La scalata è bellissima, sempre molto sostenuta e per niente attrezzata. La neve caduta due giorni prima, e che ci preoccupava vista dal basso, qui è già sparita e la cresta si presenta asciutta ed in ottime condizioni. Si superano diversi gendarmi con passaggi aerei, qui sulle creste dello Zinalrothorn ci si sente come un'aquila che sorvola le montagne. La risalita delle Binerplatte è l'ultimo ostacolo prima della croce di vetta. Ci caliamo con qualche doppia all'intaglio da cui si dirama la via normale sul versante sud est ed iniziamo  ad abbassarci di quota su terreno infido con neve pessima rammollita dal sole che ci obbliga a diverse calate. Con percorso un pò tortuoso e non così evidente arriviamo alla Rothornhutte giusto in tempo per la cena.
Lunedi 12 agosto è giornata di riposo; in mattinata assistiamo a due recuperi con vericello ed il traffico aereo è intenso. Nota positiva per la gestione del piccolo Rif. Rothornhutte, con ottimo cibo e porzioni abbondanti, un pò indecoroso il wc. Recuperate pienamente le forze martedi 13 agosto risaliamo di buon passo la spalla della Wellenkuppe e da qui iniziamo a risalire le roccette instabili per guadagnare la cresta vera e propria dell' Obergabelhorn. Il meteo prometteva bello, e così sarà, ma alle 6.00 tutte le cime circostanti sono avvolte da nubi e la visibilità è scarsa. Percorrere la cresta con queste condizioni non ci garba, indugiamo... poi, molto prudentemente, decidiamo di scendere. Tempo di arrivare al rifugio ed il cielo si apre e ne esce una giornata superlativa. Pazienza, "questa è la vita" ci rincuora sorridendo una guida di Zermatt anche lui ridisceso.
Giunti a Zermatt si pone il problema di tornare a recuperare la macchina a Zinal. Tralasciamo i costi esorbitanti, partiti alle 13.30 da Zermatt siamo di nuovo a casa dopo 11 ore. Comunque sia ottima trasferta, in ottima compagnia, su ottime montagne... ed un arrivederci alla prossima guglia....

l'Obergabelhorn è stato poi salito dagli Alpinistdellambrusco nell'Agosto 2015 


Serata mangereccia in camping a Zinal

Zinal e la Val D'Anniviers
salendo alla Cabane fa capolino la Dent Blanche

la Cabane du Mountet
Zinalrothorn, a destra la Rothorngrat

il versante Nord dell'Obergabelhorn, in rosso la via Normale per la Wellenkuppe, in verde la Arbengrat

Dent Blanche

Giretto pomeridiano di perlustrazione: evidenziato il canalino di accesso alla Rothorngrat.


L'arrivo in cresta ci apre uno spettacolo sul gruppo del Rosa


sui primi gendarmi della Rothorngrat



si sale

magnifico granito rosso rugoso...
vai Gio!!
guardando indietro il profilo affilato della Rothorngrat

ultimi passaggi sulla Binerplatte


La bellissima Rothorngrat e il panorama che offre la salita


manca poco alla vetta dello Zinalrothorn


panorama di vetta




La delicata discesa: a sinistra la normale, a destra la Rothorngrat


Weisshorn

il profilo del Corno Rosso di Zinal (Zinalrothorn)



 
La lunga discesa su neve ormai molla

il Cervino qui è una presenza costante

alla Rothornhutte

il tracciato di salita all'Obergabelhorn con il punto in cui ci siamo fermati

Verso l'Obergabelhorn: le rocce che precedono la Wellenkuppe

 Indecisione tra nuvoloni scuri...

 ...infine giù in doppia


lo splendido sentiero che porta a Zermatt


domenica 21 luglio 2013

Mont Maudit_cresta Kuffner


 
La kuffner! Classicissima salita di cresta al M. Maudit, incarna forse più di ogni altra salita la magia dell'alpinismo e la bellezza intatta della natura. Qui non sono gli spit che bisogna seguire e nemmeno i vecchi chiodi, ma bisogna semplicemente indovinare questa linea di candore che delimita due versanti molto differenti del massiccio del M. Bianco; il versante della Combe Maudit che appartiene all'uomo e agli impianti e quello della Brenva che non soffre alcuna concessione. Questo giro sono la collaudatissima e fortissima cordata Pavaro-Gio a tentare la salita. Per evitare la promisquità del bivacco della Fourche prenottiamo al Rif. Torino. Partenza in piena notte, si risale un colatoio sino a portarsi in cresta. Qui siamo colti dall'alba e lasiamo i nostri occhi meravigliarsi della roccia rossa dell'Androsace e delle linee di fuga che corrono sul versante Brenva,...la via è sensazionale, non molla mai, l'uscita sulla spalla del Maudit è una liberazione che dura pochi istanti e continua con l'affannosa risalita della vera vetta del Maudit che raggingiamo ormai in pieno giorno. Discendiamo per l'ormai arcinota via normale all'Aiguille du Midi, ora è solo questione di volontà, e ci sforziamo di ripetere all'infinito un passo davanti all'altro sino alla galleria di ghiaccio della funivia.

 la rampa di accesso alla cresta ed al bivacco della Fourche

oscurità nel colatoio che porta in cresta


 tra le rocce rosse verso l'Androsace
  

la Brenva si infiamma

 il fotogenico passaggio su neve prima del gendarme dell Androsace

 cornice sulle Jorasses




 ultimi passaggi di cresta


sulla spalla del Maudit ormai fuori dalle difficoltà

sempre più in alto
Verte

 In vetta al Maudit

in discesa tra i seracchi del Tacul

un ultimo sguardo indietro: spalla e vetta del Maudit

martedì 16 luglio 2013

Presanella: Via Faustinelli alla Parete Nord


Eravamo già stati nel 2011 ad ammirare il versante Nord della bastionata Presanella-Vermiglio, che si slancia verticale dalla borgata di Stavel. Allora avevamo salito il classico scivolo Nord. Torniamo per tentare la "vera" parete Nord di questa bella cima: la via Faustinelli.
Parcheggiamo al Forte dei Pozzi Alti ormai nel tardo pomeriggio e ci incamminiamo di buon passo verso il Rif. Denza. C'è chi sale il sentiero a piedi scalzi dimostrando di aver raggiunto ottimi risultati in questa strana, ma non banale, specialità. Allestiamo la tenda sui prati in riva al lago osservati dalla salita dell'indomani. La partenza è mattiniera ed alle 2.20 risaliamo la morena con ormai diverse cordate che ci precedono. Quando deviamo sulla Faustinelli, davanti a noi resta solo una cordata che devia sulla via della Goulottina quindi attacchiamo la via per primi. L'inizio è su neve ottima a 55°, il rigelo è potente, la via prosegue con una serie di 8 tiri da 55/60 m che ci depositano in vetta. Le pendenze sono sostenute con tratti a oltre 60° su misto, tratti di ghiaccio sottile ma buono che permette una progressione relativamente sicura. Non troviamo soste attrezzate e ci serviamo di spuntoni e viti da ghiaccio. La via è varia e divertente e molto bello è il canale finale che conduce alla cornice di vetta. All'uscita dall'ombrosa parete dopo ore di ravanamento verticale solitario, l'udire il frastuono della folla festante della croce di vettà non ci infastidice più di tanto, anzi...
Non ci resta che intraprendere la lunga discesa sulla via normale per tornare al nostro camping, ora inondato di sole e per questa volta circondato da prati fioriti. Il meritato riposo qui, ora, sembra la cosa più azzeccata...

tempi: 6.5 ore dal Rif. alla vetta, 2.5 ore la discesa sino al Denza


 
 lungo il bellissimo sentiero per il Rif. Denza


campo base da cartolina

 appena superata la crepaccia terminale

 ci raggiunge una cordata



 il profilo della normale verso la sella di Freshfield

il Barba sonnecchia in sosta


 

delicato traverso che porta all'imbocco del diedro finale

guardando in su l'imbocco del diedro...

   
 sulla cornice di vetta all'uscita della Faustinelli
 in vetta alla Presanella


 Dolomti di Brenta e Ortles-Cevedale








 lungo la normale di discesa

l'arrivo di Barba alla tenda

 meritato riposo...

meraviglie della natura: rarissimi esemplari di Lilium Martagon e Giampaolus Lambruscus